Puoi vederle dal dito di flikr

Grazie

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Al giovane della mia parrocchia che mi ha chiesto cosa dovrebbe fare per diventare prete.

La tua domanda è carica di novità, non solo perché stai pensando a entrare in seminario, ma in termini più ampi, è una bella novità che un giovane esca fuori dal gregge e si domandi che fare della propria vita, fuori dal comune senso di chi si lascia condurre dalle occasioni e situazioni. Già solo che ti interroghi mi dai tanta soddisfazione, nella speranza di aver ben seminato.

Tanto per cominciare togliti dalla testa il prete come lo hai visto fare a me, non solo perché tu potrai interpretare meglio di me questa vocazione, ma perché grazie a Dio di preti non siamo tutti uguali.

C’è il prete di curia, e ogni giorno lotterà immaginando che almeno dietro ogni carta c’è una persona da amare, senza mai poterla incontrare.

C’è il prete in cura d’anime, parroco e uomo dovunque sia chiamato dalla Chiesa a mostrare la presenza di Dio, a proporre un senso di comunità che gli uomini dietro l’egoismo perbenista hanno dimenticato.

C’è il prete che si prende cura della Liturgia, attraverso essa avvicina Dio agli uomini e gli uomini a Dio.

C’è il prete impegnato nel sociale, a impastare il regno di Dio con quello degli uomini.

C’è il prete missionario, in terra di confine li dove i cristiani son così pochi che sono solo un dito puntato verso l’alto.

C’è il prete che ha a cuore la sorte dei fanciulli o dei giovani, o sa stare meglio con gli adulti.

Ce ne sono tanti altri, perciò dimenticali tutti perché, se lo sarai, tu dovrai essere prete secondo il cuore di Dio, a far la sintesi tra tutti i modi possibili.

Le tentazioni che dovrai fuggire sono ben poche, ma tutte fin troppo vicine con quel che facciamo. La prima è quella di voler essere voluto bene, quello che è un diritto può trasformarsi nella tentazione di richiedere il bene dalle persone accontentandole in tutto. Noi preti non siamo chiamati ad essere ben voluti, ma a compiere quanto la Chiesa propone, ad essere tra i primi collaboratori dell’opera di Dio. Annunciare il Vangelo è scomodo e ci rende scomodi.

Poi c’è la tentazione di allontanarci dalla vita della gente, tutti presi dai nostri affari, dalle nostre preghiere, dalle nostre riunioni, che poi questo Vangelo non sapremmo più a chi darlo.

Poi c’è la tentazione dell’attivismo, del fare vuoto e solo.

È la preghiera l’anima dell’azione pastorale, registro sicuro del nostro impegno, il fare amicale con il Buon Pastore, che indegnamente rappresentiamo.

Certamente non ti ho dato il pessimo esempio dell’attaccamento ai soldi, ricordati che sono importanti, sono anch’essi via dell’opera di Dio, ma ricorda che meno circola nelle nostre mani e più facilmente sarai un buon prete.

Non so se deciderai di entrare in seminario, non è ne il tempo dello studio come se fosse un’università, ne il tempo dell’isolamento come se fosse un monastero, ma tutto ciò che farai fin da ora, anche fuori dell’ambiente di seminario, deve essere orientato alla ricerca della volontà di Dio.

Chi vuol essere prete oggi non ha un lavoro sicuro, ma sicuramente ha da lavorare, perché questo mondo si allontana da Dio, si contenta di godere di una scintilla d’amore fugace, a ciò che appare. Tu hai scoperto che ciò che conta è un seme messo a fondo, nei solchi della tua vita.

Lotta fin da ora con te e con gli altri contro il vuoto dell’apparire. Preoccupati di mostrare l’Amore di Dio a tutti quelli che incontri per strada.

Qualsiasi scelta farai, fa buona strada.

Grazie

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Il paradiso sedativo di Celentano

Posted: 15th febbraio 2012 by don Tommaso in IMHO
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Caro Adriano,

stupenda predica ieri sera, bellissimo il riferimento agli altoparlanti, sono convinto che quello che hai detto non era riferito al suono fisico che deve arrivare in fondo alla chiesa, ma che le nostre parole devono arrivare agli ultimi di questo paese.

Noi preti (e anche frati!) dovremmo parlar di paradiso agli emarginati di questa terra, per i quali i diffusori delle chiese non sono sufficienti. Ai senza terra, agli affamati, agli assetati, ai malati di AIDS, ai bimbi soldato, e a tanti altri… giustamente questa non è vita, ne paradiso.

Dal mio “pulpito” provo ad insegnare ai miei fedeli, che se ci vogliono andare in paradiso, devono fondere fin da oggi il cielo e la terra, devono sentirsi responsabili del fatto che c’è gente qui che vive come un inferno. Molte volte ho scandalizzato qualcuno dicendo che non è con le sole preghiere che si va in cielo.

Queste stesse cose, con più precisione, le ho trovate scritte su riviste come Avvenire e Famiglia Cristiana, che si son sempre sforzati di fondere il vangelo e la vita degli uomini, il paradiso e la terra, magari non sempre ci son riusciti. Io particolarmente sono lettore di Avvenire e devo dire che se non fosse per questa testata e per Il Manifesto, in Italia non avremmo alcuna notizia delle guerre e delle tragedie dimenticate di questa terra.

“Giornali inutili come l’Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente (pausa) si occupano di politica e delle beghe nel mondo anziché parlare di Dio e dei suoi progetti, e non hanno la più pallida idea di quanto può essere confortante per i malati leggere di quanto Dio ci ha promesso…”; mi pare che quello che proponi è proprio l’idea di Marx di religione, la religione sedativo, che con la favola del paradiso intorpidisce le menti dei fedeli.

La mia idea di Fede e di Cristianesimo non è la tua, e siccome la mia è inquinata da Voltaire, non dirò mai che “andrebbero chiusi definitivamente” i tuoi altoparlanti, per cantare e predicare, anzi sono pronto a morire perché tu possa esprimere le tue idee, anche sbagliate sul mio conto.

 

Grazie e viva Adriano

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Occhio al citofono a Donnici

Posted: 13th febbraio 2012 by don Tommaso in Esperienze, foto
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Ora uscite fuori e osservate con attenzione il citofono di casa, se ci trovate un numero come quello nella foto della casa canonica di Donnici cancellatelo immediatamente, potrebbe essere un segnale convenzionale per ladri.

Sembrerebbe che molte case siano state segnate sul mio territorio, diffondete.

Grazie

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AAMS gioco scorretto

Posted: 10th gennaio 2012 by don Tommaso in Giovani, giovanissimi, IMHO
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vi accosto volontariamente questi due video:

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Perché in Italia è vietato fare spot a favore del tabacco, mentre è possibile rivolgersi ad adolescenti (appena maggiorenni) per un altro veleno della società che è il gioco seppur legalizzato?

Anche il gioco legale può essere vissuto in maniera patologica.

È il gioco legale ad essere l’anticamera al gioco d’azzardo e illegale.

I numeri di azzardopoli grazie a Libera.

Grazie

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Festa di capodanno 2012

Posted: 2nd gennaio 2012 by don Tommaso in Esperienze, foto
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La festa organizzata dal gruppo ricomincianti della mia Parrocchia

In 30 secondi:

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se cuoi vederle con calma clicca qui: Foto

Grazie

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Auguri concreti per il 2012

Posted: 1st gennaio 2012 by don Tommaso in IMHO, musica, video
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Con semplicità ciò che serve ed è solo ad un passo da noi:

Alla mia Chiesa: tanta sana autocritica, imparare a progettare, programmare e verificare.
Alla mia Calabria: passione civile, rigore morale, attenzione alle più giovani generazioni.
Alla mia Italia: scacci ogni ombra di razzismo, torni ad essere un paese significativo a livello internazionale.
Agli imprenditori: scoprano il valore di fare rete, smettano di fare profitti alle spese dei diritti dei lavoratori.
Ai ladri: tanti rimorsi di coscienza.
Ai sognatori: continuare a sognare.
Ai poveri: meno fame.
Ai ricchi: la fame più profonda e la sete inestinguibile.
A me: di saper desiderare nulla più di quello che mi serve.

Grazie

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Un 2011 meraviglioso

Posted: 1st gennaio 2012 by don Tommaso in film, foto
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A testimoniarlo le mie foto

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Grazie a ciascun volto del 2011

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Il lato b dei maschi italiani [Ultima campagna Proraso]

Posted: 27th dicembre 2011 by don Tommaso in IMHO
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Un italiano che si volta in modo così grottesco e plateale per guardare “le spalle” di una signora l’ho visto solo in questi due video:

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e se anche ce ne fossero altri esemplari, in ogni caso destinati al declino non mi pare nel buon gusto del classico italiano.

Noi maschi italiani dovremmo avere un lato b del cervello che è fatto non solo di intelletto, ma anche di dignità…

Ma l’agenzia di marketing White, Red & Green non si dava questa mission: “diventare una delle più eccellenti agenzie italiane per qualità e reputazione”? Giustamente c’è chi pensa che la reputazione si possa coltivare a spese della dignità! Credo che nel resto dell’europa questa campagna sarebbe censurata dopo cinque minuti, ma nell’italietta delle Authority può passare benissimo il 26 dicembre uno spot che decanta lo stereotipo del maschio italico come maialetto senza freni inibitori.

Grazie

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Auguri di giusta rabbia

Posted: 19th dicembre 2011 by don Tommaso in IMHO
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Rom
Cresce in me un forte fastidio a questo buonismo che pervade la nostra terra, per cui tutto va bene, gli ominidi vestiti di verde che con le parole hanno fucilato gli stranieri, i nuovi vasi di fermentazione di culture neonaziste, fino a quando non ti svegli in un paese che non riconosci più…

Mi unisco per tutti voi all’augurio di don Luigi Ciotti di una giusta rabbia

Io credo che il diritto alla rabbia sia importante e fondamentale. Non vuol dire che ti viene da arrabbiarti, ma vuol dire decidere di arrabbiarsi. Abbiate pazienza: è quella che nell’Antico Testamento era l’ira di Dio, l’ira dei poveri, l’ira dei giusti; quella che quel grande papa che voi avete avuto come cardinale in questa città, Paolo VI, chiamò la collera dei poveri. La rabbia ti spinge a reagire, ad agire; la rabbia è protesta e anche indignazione, ma non come moda: perché c’è il rischio che anche l’indignazione diventi un po’ una moda, ci si indigna poi tutto finisce lì. L’indignazione vera, la protesta, la progettualità per un cambiamento, la rabbia è anche un grido, una denuncia seria, documentata. Dicevo: la rabbia ti permette di agire e reagire. Ma perché io vi auguro e mi auguro sempre questo diritto alla rabbia? Perché la rabbia è un atto di amore; almeno per me è un atto di amore; ci si arrabbia per le cose che si amano; cioè: tu ami la giustizia, quella vera, quella che ti dà dignità… Noi abbiamo amato la nostra Costituzione perché affermava dei diritti fondamentali delle persone; diritti sociali; perché è stata capace di mettere al centro la storia delle persone, la loro dignità soprattutto. Ecco allora è un atto di amore il diritto alla rabbia, io ve lo auguro.

di don Luigi Ciotti

Grazie

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