Nel quadro: Cattedrale di Cosenza, San Francesco da Paola, Giovanni Paolo II.
Attaccati alla cornice: piccola cassa da morto, cornetto d’argento ornato di fiocco rosso, orario di apertura e chiusura negozio.

Fate voi.

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A levar la tristezza di queste giornate ci ha pensato Simona, è in dolce attesa…
che dire?
“Sono felice”

Grazie Simona

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Zia Bea, la sua tesi e le sue esperienza:
http://unponteper.blogspot.com/

Idee, immagini da Israele:
http://normanroberts.blogspot.com/

Nicola, il suo impegno in AC con tutta la sua carica:
http://lapiazza.ilcannocchiale.it/

E-don, un confratello:
http://spiritualspice.blogosfere.it/index.html

Mauro e il suo estro:
http://mauropixel.altervista.org/

Grazie

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C’è un caro amico che è convinto che a volte non parlare è meglio: si corre il rischio di sciupare i pensieri. Ma qualche cosa dobbiamo pur dirla, un po per sentirci in comunione, un po per elevare ancora di più i pensieri. Tacere è per me impossibile in questi casi, non mi preoccupa essere banale o fuori luogo.

Quando ho conosciuto Lucia mi disse: “tu non diventerai mai prete”; per come stavo combinato all’epoca aveva proprio ragione. Lei era così: parlava chiaro, fino all’indisponenza a volte. Tutti conoscevano il suo pensiero e te lo presentava con tutta la durezza necessaria.

Sapeva dosare determinazione e riflessione. I suoi occhi impressionavano per come sapevano scrutare, era chiaro che cercava di cogliere attraverso i tratti il cuore di chi fissava.

Il suo grande amore per i ragazzi: ieri don Enrico ci ha raccontato che anche sul letto del dolore aveva come pensiero i campi dell’Acr. Vorrei tanto poterle dire che sono andati bene, che chi ho mandato è riconoscente per i doni ricevuti, anche per le sue preghiere.

L’ho vista l’ultima volta a fine luglio, era già ricoverata, mi è dispiaciuto che per darmi confidenza si sia sentita male, non mi sembrò provvidenziale quella mia visita. Ha accolto la sofferenza con la sua forza e anche questo ci ha dato speranza che questo lutto non si sarebbe vissuto.

Ad Emilio, suo sposo da giugno, va tutta la mia ammirazione per come ha saputo starle accanto fino ad ora, vorrei poterlo consolare con parole di Vita e di Fede, ma sono certo che anche solo il ricordo di Lucia saprà accompagnarlo in questo tratto così buio.

Grazie Lucia

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I disegni di Dio non si incontrati con le nostre preghiere…
Grazie

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Cosa ci vuole perchè una ragazza impari a lavare e a stirare? Quattro maschi! Eccovi le prove:

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Provenza

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ago 272006

cronaca di un momento di delirio in Provenza…

hehe

Grazie Andrea

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Prima Lettura Gs 24, 1-2.15-17.18b
Vogliamo servire il Signore, perché egli è il nostro Dio.

Dal libro di Giosuè
In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele in Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi del popolo, che si presentarono davanti a Dio. Giosuè disse a tutto il popolo: «Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: se gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure gli dei degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore».
Allora il popolo rispose e disse: «Lungi da noi l’abbandonare il Signore per servire altri dei! Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese d’Egitto, dalla condizione servile, ha compiuto quei grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati.
Perciò anche noi vogliamo servire il Signore, perché Egli è il nostro Dio».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 33
Il Signore è vicino a chi lo serve.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l’empio
e chi odia il giusto sarà punito.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.

Seconda Lettura Ef 5, 21-32
Questo mistero è grande: lo dico di Cristo e della Chiesa.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.
Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.
Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Canto al Vangelo Gv 6,63.68
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore,sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

Vangelo Gv 6, 60-69
Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? E’ lo Spirito che da’ la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Per scaricare l’omelia: http://media.odeo.com/files/4/5/6/761456.mp3

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