Ricordo il fratello di mio nonno, era stato rinchiuso in questo campo, non so il perché ne come ci sia stato, non ne parlava mai…
…ma il suo silenzio è per me oggi molto eloquente.
Grazie
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“Poveri esseri incappottati, non sanno che per noi tutti si è aperta la strada di un lungo penoso calvario….”
“vi è solo la prospettiva della prigionia e forse della morte”
“l’inferno, la terra trema , il cielo in pieno giorno diventa di fuoco, il rombo di 1000 apparecchi che assorda, scoppi di grosse bombe, scheggie pesanti e leggere piovono dappertutto…è la morte, è la morte, è la morte!”
STRALCI DEL DIARIO DI MIO NONNO PRIGIONIERO…LA SUA PAURA…prima di leggere il suo diario non sapevo nulla di quest’esperienza…solo dopo che mi ha lasciato ho saputo che, benkè allora avesse 20 anni, sino alla fine dei suoi giorni non ha più dormito tranquillo…incubi, sudate e tremore dolcemente accolti tra le braccia di mia nonna….
oggi io…posso solo ricordarlo…con il cuore, un pò arrabbiata col mondo…
Ci sono persone che hanno vissuto, vivono e vivranno la storia…
ma ci sono persone che hanno “subìto” la storia…
quella storia di 50 anni fa.
Solo alcune l’hanno potuta raccontare…
e tutte le altre?
Il Silenzio è una traccia comunque eloquente…
Sono stata due volte ad Auschwitz, da ragazza a da adulta, e ho provato l’orrore dell’abisso in cui possono cadere gli uomini quando non hanno una luce che li guidi.
Sciura Pina