don Tommaso

deus nobis haec otia fecit

I giovani secondo Aristotele

I giovani sono inclini ai desideri e portati a fare ciò che desiderano. Tra i desideri del corpo sono inclini soprattutto a quelli erotici e sono incontinenti al riguardo. Sono mutevoli e presto sazi nei loro desideri e, come desiderano intensamente, così cessano rapidamente di desiderare; infatti le loro volontà non sono forti, ma sono come la sete e la fame dei malati.
E sono impetuosi, facili all’ira e al seguire l’impulso. E sono succubi dell’impetuosità; per la loro ambizione, non sopportano la mancanza di riguardo, bensì s’adirano se ritengono di avere subito un’ingiustizia. E sono ambiziosi, e ancor più desiderosi di successo; la giovinezza infatti desidera la superiorità, e la vittoria è una superiorità. Ed hanno queste due ambizioni più che l’amore del denaro; essi amano pochissimo il denaro, perché non hanno ancor provato il bisogno, come si esprime il detto di Pittaco ad Anfiarao
Essi non sono di cattivo carattere, ma di buon carattere, perché non hanno ancor visto molte malvagità; e sono facili a convincersi perché non sono stati ancora ingannati molte volte. E sono facili a sperare: infatti, come gli uomini brilli, i giovani sono riscaldati dalla natura anche per il fatto che non hanno ancor subito molti insuccessi.
E vivono la maggior parte del tempo nella speranza; infatti la speranza è relativa all’avvenire, così come il ricordo è relativo al passato; e per i giovani l’avvenire è lungo e il passato breve; infatti all’inizio del mattino non v’è nulla della giornata che si possa ricordare, mentre si può sperare tutto.
Essi sono facili a lasciarsi ingannare, per il motivo che dicemmo, cioè perché sperano facilmente. E sono più coraggiosi; poiché sono impetuosi e facili a sperare e di queste due qualità la prima impedisce loro di aver paura, la seconda li rende fiduciosi; infatti nessuno teme quando è adirato, e lo sperare qualche bene dona fiducia. E sono indignabili; poiché non ammettono che esistano altrove altre cose belle, ma sono educati solo dalla legge della tradizione. E sono magnanimi; poiché non sono ancora stati umiliati dalla vita, anzi sono inesperti delle ineluttabilità, e il ritenersi degni di grandi cose è magnanimità: e ciò è proprio di chi è facile a sperare. Inoltre preferiscono compiere belle azioni piuttosto che azioni utili; poiché vivono più secondo il loro carattere che secondo il calcolo; ed è il calcolo che riguarda l’interesse, mentre invece la virtù riguarda il bello. E sono amanti degli amici e dei compagni più che nelle altre età, poiché godono della vita in comune e non giudicano ancor nulla secondo il loro interesse e neppure, quindi, i loro amici.
E peccano sempre per eccesso e per esagerazione, contrariamente all’insegnamento di Chilone: essi infatti fanno tutto con eccesso; poiché amano all’eccesso, odiano all’eccesso e così via. Essi credono di sapere tutto e si ostinano al proposito; questa è appunto la causa del loro eccesso in tutto. E anche le loro ingiustizie sono compiute per eccesso oltraggioso, non per malvagità.
E sono inclini alla pietà, poiché immaginano tutti onesti e migliori di quanto siano; e commisurano i vicini col metro della loro innocenza, per cui immaginano che le loro sofferenze siano immeritate. E sono amanti del riso e buontemponi; infatti la giocondità è un eccesso temperato dall’educazione. Tale è dunque il carattere dei giovani.

(Aristotele, Retorica II, 12…)

Tutto intorno sembrerebbe lasciare senza speranza nei riguardi degli adolescenti, ma io pongo il mio atto di fede in loro e in quanto possono dare.

grazie

Share/Save/Bookmark

Sphere: Related Content

3 Responses

  1. Nic Says:

    sono con te tom, in fondo la sfida educativa sta proprio nel credere nella persona, nello spendersi per l’altro e con l’altro, nell’ascolto attento e non giudicante!!!
    In fondo gli istinti e i desideri degli adolescenti sono anche i nostri,le uniche persone che dovrebbero mettersi in discussione sono gli adulti, i responsabili delle agenzie educative, la famiglia…
    speriamo bene, anzi speriamo in loro.

    nicX

  2. serenella Says:

    beh che dire Aristotele aveva già capito tutto della nostra generazione e quella dopo soprattutto.Solo una cosa contesto……il fatto che i giovani hanno pietà e compiangono chi sta peggio….non mi pare proprio che sia così….sai cosa a volte penso che se un domani dovessi avere un figlio uguale agli adolescenti d’oggi,è meglio non farne proprio……lo so sbaglio…..X

  3. celali Says:

    neanke la liturgia della domenica….devi essere proprio impegnato eh?!…salutiiii e torna presto nell’etere!X

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.