Il comune come la parrucchiera

Posted: 19th marzo 2008 by don Tommaso in Esperienze
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(foto credit)

La celebrazione del matrimonio può avvenire in tanti modi in Italia, per chi è cattolico c’è il matrimonio concordatario, praticamente il luogo del matrimonio è una chiesa e il sacerdote assolve anche alle funzioni di ufficiale di stato civile, sarà poi il comune a registrare l’atto originale che viene inviato dal parroco.

Semplice no?

In zone come la mia i matrimoni concordatari sono molto vicini al 100% del totale.

Ci tengo a precisare che la mia parrocchia non chiede un centesimo a chi si sposa, ne per il matrimonio ne per l’istruttoria. Solo in curia è previsto un contributo volontario (non obbligatorio) di € 15.

Problema n°1: i comuni non ci guadagnano niente!!!

So per certo che il comune di Cosenza per il certificato cumulativo (nascita-cittadinanza-residenza), che mi necessita per l’istruttoria, chiede € 15 per certificato, considerandone in realtà tre, moltiplicato per la coppia di sposi fa € 30. Sono dei geni!

Altro caso: comune di Rende, non sembra applicare la stessa storia per i certificati, ma si è inventato qualcosa di più perverso. Buona parte delle promesse matrimoniali avvengono di sabato, perché è invalso l’uso di aggiungere anche questa come una festa che fa corollario al matrimonio.

Problema n°2: il comune è chiuso! Non ci guadagnano niente ad aprirti il comune?

La soluzione è € 180 per l’apertura straordinaria del comune e per l’uso della sala che, dicono, è fantasmagorica! Non so come si comporta il comune se nello stesso giorno ci sono più promesse o un eventuale matrimonio civile; si dividono forse le spese?

Effettivamente tra i tanti predatori (fotografi, sarti, truccatrici, parrucchiere, fiorai e fioristi) mancava proprio il comune…

Grazie

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  1. Luca scrive:

    Tanti cari auguri don Tommaso.
    Buona Pasqua di Resurrezione
    Luca (Religione 2.0)

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