Mi decido a pubblicare una categorizzazione dei fedeli che mi si sono avvicinati nei cinque anni di esperienza pastorale, con tutti i limiti che categorizzare comporta; lo scopo è divertirsi, in realtà sono delle caricature. Magari potete domandarvi a quale tipo di parrocchiano appartenete.
I parrocchiani bigotti, li distingui dal tono di voce o dall’atteggiamento che hanno a messa: di solito la voce è da racconta storie, dolcissima quasi fioca, partecipano a messa chiudendo gli occhi nei momenti più significativi.
Concentrano tutta la loro fede nell’atto di culto, praticamente se il buon prete di campagna non vuole scontrarsi con loro basta che non gli tocca la novena a San Pasquale, niente, nemmeno di un millimetro; guai a rivedere preghiere con linguaggi desueti, come ad es.:
Pertanto, giacché foste sì pura, sì bella, sì immacolata, muovetevi a compassione di noi sì immondi, sì deformi, sì peccatori, e, come Iddio a Voi porse la destra, acciocché non cadeste nella colpa originale, così Voi a noi porgete la mano acciocché non cadiamo nelle colpe attuali
eppure un adattamento linguistico e un attualizzazione formale per il curato di campagna sono necessari. “Lui stia zitto, è da prima che nascesse che questa preghiera si recita e mo arriva lui e vuole fare il rivoluzionario”.
Di norma se il curato di campagna non li tocca sul vivo, loro lo difendono a spada tratta, qualsiasi cretinata combini, per salire di gradimento basterà acquistare una nuova statua di qualche santo che in chiesa non ci sta e approntare l’annuale novena; questi sarà il miglior parroco dell’universo.
Fondamentalmente non hanno mai pensato a concretizzare la propria fede con veri e propri atti di carità, è sufficiente l’obolo dell’offertorio, calza per loro la definizione di: “santi di chiesa, diavoli di casa”.
Grazie




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