Li riconosci dall’aria saccente che hanno in tutte le occasioni comunitarie. Di solito sono presenzialisti. Esperti di tutto, il loro è uno stile di vita: ne sanno più del medico, del farmacista, del sindaco, del Papa, del Vescovo, e normalmente più del parroco.
Credo che ricerchino dal vocabolario le parole più inusuali, l’importante che è la gente li guardi con aria interrogatoria quando parlano; non importa se chi li ascolta segretamente si domanda “ma che ci azzecca?”!
Non hanno mai messo un chiodo, ma potrebbero scrivere un bel volume su “Dei secento modi per mettere chiodi”.
Il parroco di campagna se non vuole litigare con loro deve essenzialmente fare poche cose:
- quando parlano di cose fatte da altri e loro stanno pontificando su come bisognava procedere, non deve cedere alla provocazione; basta dirgli platealmente “hai ragione”, gli hai dato quello che volevano e torneranno a casa felici.
- quando hanno proposte, anche le più strampalate, insulse, inutili, sballate, non importa bisogna solo rispondere “Fai tu. Organizza”; stai pur certo che non faranno nulla di quanto hanno proposto.
Seguendo queste brevi istruzioni il curato di campagna si eviterà che da parte di questi parrocchiani partano polemiche, è vero che le nostre azioni non si basano sul consenso, ma meglio senza.
Grazie




2 comments ↓
Credo che questi semplici passi siano adatti anche alla città
Ecco! finalmente sono passata dal famoso blog di cui abbiamo parlato in quell’ “intervista” riguardo a parrocchie e internet.
Questo post lo devo far leggere al mio parroco, Paterno è pieno di persone così!
Buone cose, Daniela
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