Sono la specie di cui il curato di campagna deve aver maggior cura e delicatezza, sono distanti non fisicamente (a volte si), ma sono al confine con un’adesione fatta di piccoli gesti; ricordano che il loro nonno li portava a benedire la palma la domenica prima di pasqua, loro ripetono questo gesto, per non perderne l’aria di festa che ne comportava.
Bisogna sfruttare con loro ogni occasione di annuncio come se fosse il primo, senza poter sperare che venga accolto col giusto stupore; perché loro sono “più cattolici del Papa” che non hanno “mai ammazzato nessuno”.
Entrando in casa di uno di questi per la annuale benedizione delle famiglie, visto che non sono abituati alla preghiera comune, il curato potrà sentirsi rispondere al saluto pasquale “Pace a questa casa e a quanti vi abitano”: “Quattro persone, ora due non ci sono che sono usciti a far la spesa”! Il curato non dovrà ridere, ne tentare una catechesi sul saluto pasquale, è inutile.
Si potrà ben sperare in un’accoglienza personale, potrà essergli simpatico il parroco, il risultato sarà che verranno con palme più vistose la domenica di passione.
Grazie




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