Articolo per la “Chiesa e la Via”, giornalino della mia Parrocchia.
«Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?».
La sentinella risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, ritornate, venite!». (Isaia 21, 11-12)
In “De bello Gallico” Gaio Giulio Cesare ci riferisce chi fossero i desiderantes: soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo desiderare: stare sotto le stelle ed attendere.
Il desiderio di chi interroga la sentinella è di poter vedere la luce del giorno, dopo aver attraversato un’interminabile notte e il giorno appare il compimento di un’attesa fiduciosa.
Il tempo presente sembra averci consegnato ad una notte senza sera, le prospettive di chi si affaccia per scorgere il futuro prossimo non sono certo rosee. Lo scontro tra culture non da segni di cedimento. Il sistema economico mondiale invece di salutare benevolmente lo sviluppo di Cina e India, deve fare i conti con un consumo eccessivo di risorse. Non possiamo non accorgercene, basta fare il pieno di carburante o la spesa del pane.
Il crollo delle ideologie che si proponevano come risposte concrete alle esigenze della società, non cede il passo a nuove idee; anche la politica si consegna, interpretando il sentimento popolare, all’individualismo; stiamo assistendo ad un individualismo che si fa sistema della collettività nel territorio; capite bene che questa non è una risposta adeguata all’emergenza, semmai potrà essere vittoria della parte di popolazione più forte.
La sentinella nell’assicurarci l’alba ci ricorda che presto verrà di nuovo il tramonto, non risponde solo alla domanda, ci prospetta una verità conosciuta, ma spesso poco considerata, il giorno e la notte si alternano, quindi se la nostra domanda nasconde in se il desiderio profondo di sicurezza e di certezze per il futuro, abbiamo anche la risposta: aver voglia di domandare e decidersi a ritornare.
Aver voglia di domandare stavolta non ciò che appaga i nostri desideri superficiali, ma ricercare una risposta alla domanda di senso della storia e della vita.
Ritornare a far sistema nella solidarietà, perché mi interessa il bene dell’altro; ritornare ad aver fiducia nell’altro, perché non sarà un guadagno per noi il suo detrimento. Don Giuseppe Dossetti, con il dono della profezia che lo caratterizzava, disse: “Noi stiamo entrando in un’età caratterizzata dal primato del contratto e dall’eclissi del patto di fedeltà” (18 maggio 1994).
Il saper domandare e il ritornare sono oggi esigenze della storia, senza le quali nessun sistema economico, nazione, ideologia o partito, ci porteranno ad affrontare la notte e saper aspettare il giorno.
Grazie




1 comment so far ↓
avevo letto un sacco d tempo fa l’idea di Cesare sul desiderare…
…l’avevo dimenticata, ma mi affascina proprio come quando la lessi la prima volta, avrò avuto 15 anni!
Un abbraccio
nic
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