ott 192008

Ospito volentieri Andrea, oltre per l’amicizia che ci lega, anche per un senso profondo di rispetto che ho per lui che pur di poter esprimere la sua vocazione all’insegnamento si è fatto supplenze in posti assurdi, in uno di questi ho visto la neve a maggio, che per un prof terrone resta sempre una cosa straordinaria e difficile da sopportare.

Caro don Tommaso,

scrivo sul tuo blog questo mio intervento. Serve a sensibilizzare le coscienze di tutti e sottolineo di tutti i cittadini su uno dei più gravi attentati alla democrazia del nostro Paese.

Fra pochi giorni, infatti, la Riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini passerà anche al Senato e quindi per la gioia di tutti ci ritroveremo, un po’ nostalgicamente, classi di 30 bambini in grembiule e voto in condotta tenute a bada da un solo ed unico insegnante! Utilizzo il termine “tenere a bada” perchè solo questo potrà fare un maestro solo davanti a 29 ragazzini di scuola elementare.

Non solo. Il decreto, vado subito al sodo, prevede un drastico taglio al personale. Cifre alla mano, nel decreto, si parla di 130 mila posti in meno. Facendo un calcolo veloce ci troviamo di fronte ad un uragano sociale ed economico pari a 8 volte Alitalia.

E cosa faranno tutti questi colleghi?

La situazione è drammatica. Ieri mattina, dopo l’assemblea sindacale, mi sono trovato a consolare molte colleghe. Gente che da quattro, cinque anni vive nella precarietà e nella speranza di una sistemazione degna del nome. Gente che ogni mattina va a fare il proprio lavoro con entusiasmo. Come faccio a non stare dalla loro parte? In fondo, mi ritrovo di ruolo all’improvviso ed ero anche io precario e disoccupato fino al Luglio scorso.

Dopo l’assemblea, il compito è duro: mettersi il sorriso sul volto e con uno stato d’animo abbattuto entrare in classe e continuare la lezione. “Lo spettacolo deve andare avanti”, così ci ha spiegato qualcuno e allora eccomi lì.

Con la collega, in compresenza, dobbiamo parlare di diritti, doveri, democrazia, Costituzione. Si tratta della trovata “commerciale” di Mariastella: istituire nuovamente la vecchia e obsoleta “Educazione civica”, rinominata per l’occasione, per non scontentare nessuno e per far risvegliare dal sonno Ciampi, Scalfaro & C., “Educazione alla cittadinanza e alla Costituzione”. Con che coraggio andiamo a parlare ai ragazzini di diritti e democrazia in questo stato di cose?

Quello che chiedo a chiunque legga questo “inutile” e disordinato post, è di informarsi e di sostenere la battaglia per una scuola più efficiente e moderna. Una scuola dove ognuno sia valorizzato e trovi il suo posto. L’attacco alla scuola pubblica è nuovamente iniziato. Si tagliano Scuola e Sanità per coprire l’abolizione dell’ Ici e il Federalismo fiscale.

Il 30 c’è sciopero generale della scuola, forse arriva in ritardo, ma non è un caso che insieme ai sindacati confederali scendano in piazza Gilda e Snals, quest’ultimo da sempre vicino alla destra. Nella mia scuola scuola, l’adesione sarà massiccia. Scioperano tutti, anche quelli grandi e i bidelli “sistemati”. E’ un atto di civiltà e di solidarietà nei confronti dei colleghi più giovani e in difficoltà ed anche e soprattutto in difesa della scuola elementare, quella che fa onore all’Italia nel mondo.

Un atto di solidarietà che ancora mi fa sperare in un mondo più giusto!

Grazie don Tommaso per l’ospitalità e a presto!

Andrea

Grazie Andrea.

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2 Responses to “La riforma Gelmini…”

  1. Rita scrive:

    Forse sarebbe il caso di dire:”e mo basta”!!!Bisognerebbe alzare la testa e finirla di chiudere gli occhi.I risultati di questo scempio li pagheremo tutti.Sarebbe il caso di alzare il cxxx dalle nostre posizioni di rassegnazione…volendo si puo’ cambiare,ma ci vuole unione o meglio co-munione…

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