don Tommaso

deus nobis haec otia fecit
Apr 29
Partire
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 29th, 2008| icon34 Comments »

Viaggiare per me è sempre un cammino interiore, quanto mai ora ne ho bisogno, bastano 4 giorni…

Sono in attesa ancor prima che arrivi l’ora (8:55 1 maggio 2008).

Non è solo staccare, ma anche ritrovare amici che se anche a distanza si viaggia sempre sulla stessa barca.

Beato chi resta??

Grazie

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Apr 23
Mai ceduto ai ricatti
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 23rd, 2008| icon3No Comments »

Naturalmente è uno scherzo, i miei portatili sono in mia mano!

Grazie per il sorriso al mio ritorno notturno.

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Apr 21
Parrocchiani di confine
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 21st, 2008| icon3No Comments »

Sono la specie di cui il curato di campagna deve aver maggior cura e delicatezza, sono distanti non fisicamente (a volte si), ma sono al confine con un’adesione fatta di piccoli gesti; ricordano che il loro nonno li portava a benedire la palma la domenica prima di pasqua, loro ripetono questo gesto, per non perderne l’aria di festa che ne comportava.

Bisogna sfruttare con loro ogni occasione di annuncio come se fosse il primo, senza poter sperare che venga accolto col giusto stupore; perché loro sono “più cattolici del Papa” che non hanno “mai ammazzato nessuno”.

Entrando in casa di uno di questi per la annuale benedizione delle famiglie, visto che non sono abituati alla preghiera comune, il curato potrà sentirsi rispondere al saluto pasquale “Pace a questa casa e a quanti vi abitano”: “Quattro persone, ora due non ci sono che sono usciti a far la spesa”! Il curato non dovrà ridere, ne tentare una catechesi sul saluto pasquale, è inutile.

Si potrà ben sperare in un’accoglienza personale, potrà essergli simpatico il parroco, il risultato sarà che verranno con palme più vistose la domenica di passione.

Grazie

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Apr 14
Parrocchiani opinionisti
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 14th, 2008| icon32 Comments »

Li riconosci dall’aria saccente che hanno in tutte le occasioni comunitarie. Di solito sono presenzialisti. Esperti di tutto, il loro è uno stile di vita: ne sanno più del medico, del farmacista, del sindaco, del Papa, del Vescovo, e normalmente più del parroco.

Credo che ricerchino dal vocabolario le parole più inusuali, l’importante che è la gente li guardi con aria interrogatoria quando parlano; non importa se chi li ascolta segretamente si domanda “ma che ci azzecca?”!

Non hanno mai messo un chiodo, ma potrebbero scrivere un bel volume su “Dei secento modi per mettere chiodi”.

Il parroco di campagna se non vuole litigare con loro deve essenzialmente fare poche cose:

- quando parlano di cose fatte da altri e loro stanno pontificando su come bisognava procedere, non deve cedere alla provocazione; basta dirgli platealmente “hai ragione”, gli hai dato quello che volevano e torneranno a casa felici.

- quando hanno proposte, anche le più strampalate, insulse, inutili, sballate, non importa bisogna solo rispondere “Fai tu. Organizza”; stai pur certo che non faranno nulla di quanto hanno proposto.

Seguendo queste brevi istruzioni il curato di campagna si eviterà che da parte di questi parrocchiani partano polemiche, è vero che le nostre azioni non si basano sul consenso, ma meglio senza.

Grazie

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Apr 12
Parrocchiani fedeli
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 12th, 2008| icon3No Comments »

La categoria di parrocchiani che avrà sempre il mio rispetto e la mia stima è quella fatta di persone che incarnano l’idea fondamentale di servizio, quindi stavolta sarò il più serio possibile. Sono stati al servizio della comunità magari anche nel cambio infinito di parroci, con qualsiasi clima e magari anche quando venivano contestati.

Erano li quando il parroco non mostrava segni di gradimento.

Erano li quando il servizio pesava e costava.

Erano li quando c’era da fare lavori non gratificanti.

Erano li e non ne hanno guadagnato nulla.

Erano li e se ne sono stati zitti.

Comunemente vivono bene il loro impegno, ma spesso non accettano i cambiamenti radicali.

Quindi il buon curato di campagna non dovrebbe leticare* mai con loro, se non per fargli entrare in un nuovo ordine di idee, se proprio lo deve fare lo faccia con moderazione e tanta tanta stima.

Grazie

* cerco così di tradurre in italiano il senso che noi calabresi diamo al “liticare”: discutere e manifestare con forza le proprie opinioni, ma non è un litigio.

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Apr 11
Parrocchiani distratti
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 11th, 2008| icon32 Comments »

Dalla serie dei parrocchiani:

Sono quelli che puntualmente non sono stati informati degli appuntamenti e delle iniziative, quando vengono in ritardo, non entrano dimessi, ma con sguardo accusatorio quasi a dire:”chi ha ordinato di anticipare la riunione? Perché non sono stato consultato per una decisione così grave?”

Affrontare questi non è poi così impossibile, basta fargli notare che:

- l’avviso c’è stato a messa

- abbiamo un giornalino parrocchiale

- abbiamo un sito web

perché siano più civili bastasse che prendessero più parte alla vita comunitaria, poi in fondo non sono così male.

Grazie

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Apr 9
Parrocchiani Bigotti
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 9th, 2008| icon3No Comments »

Mi decido a pubblicare una categorizzazione dei fedeli che mi si sono avvicinati nei cinque anni di esperienza pastorale, con tutti i limiti che categorizzare comporta; lo scopo è divertirsi, in realtà sono delle caricature. Magari potete domandarvi a quale tipo di parrocchiano appartenete.

I parrocchiani bigotti, li distingui dal tono di voce o dall’atteggiamento che hanno a messa: di solito la voce è da racconta storie, dolcissima quasi fioca, partecipano a messa chiudendo gli occhi nei momenti più significativi.

Concentrano tutta la loro fede nell’atto di culto, praticamente se il buon prete di campagna non vuole scontrarsi con loro basta che non gli tocca la novena a San Pasquale, niente, nemmeno di un millimetro; guai a rivedere preghiere con linguaggi desueti, come ad es.:

Pertanto, giacché foste sì pura, sì bella, sì immacolata, muovetevi a compassione di noi sì immondi, sì deformi, sì peccatori, e, come Iddio a Voi porse la destra, acciocché non cadeste nella colpa originale, così Voi a noi porgete la mano acciocché non cadiamo nelle colpe attuali

eppure un adattamento linguistico e un attualizzazione formale per il curato di campagna sono necessari. “Lui stia zitto, è da prima che nascesse che questa preghiera si recita e mo arriva lui e vuole fare il rivoluzionario”.

Di norma se il curato di campagna non li tocca sul vivo, loro lo difendono a spada tratta, qualsiasi cretinata combini, per salire di gradimento basterà acquistare una nuova statua di qualche santo che in chiesa non ci sta e approntare l’annuale novena; questi sarà il miglior parroco dell’universo.

Fondamentalmente non hanno mai pensato a concretizzare la propria fede con veri e propri atti di carità, è sufficiente l’obolo dell’offertorio, calza per loro la definizione di: “santi di chiesa, diavoli di casa”.

Grazie

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Apr 8

So benissimo che chi non ha a che fare con la gente non mi capisce.

La vera fatica pastorale che sopporto quotidianamente è affrontare senza incidenti il parrocchiano dell’erbavoglio. Ormai li distinguo a distanza, perché sono agitati per l’incontro di boxe a cui loro si sono preparati da tempo prevedendo tutte le risposte, con una strategia da far invidiare Napoletone a Waterloo. La richiesta è sempre assurda o quanto meno bislacca, ma loro lo sanno bene, per questo sono li, è proprio per rovinarti la giornata. Di solito si fanno vivi la mattina, anche presto perché hanno fatto le prove tutta la notte davanti lo specchio.

Poniamo il caso del periodo: sto benedicendo le famiglie e quindi ho spostato la celebrazione al mattino, proprio per sfruttare al massimo le ore pomeridiane perché incontri più facilmente le persone a casa. Tutti i giorni c’è qualcuno che vuole un’intenzione di culto per il caro estinto in una messa tutta per loro, all’orario che vogliono loro; fondamentalmente al parrocchiano dell’erbavoglio della messa importa poco, vogliono solo che in un atto sacro il sacerdote dica il nome del de cuius, non importa se a dirlo è un sacerdote indù, un monaco buddista o il parroco di fede cattolica, vogliono la scena nella chiesa che hanno davanti la porta di casa, che disertano da quando hanno celebrato il matrimonio; la dimostrazione ce l’hai quando celebri, sono distratti, non sanno rispondere e non fanno evidentemente la comunione.

Di fronte al rifiuto di accontentarli in tutto il primo argomento è quello affettivo, del tipo “perché nannuzzo (il nonno, ndb) ha fatto la festa di San Pasquale” oppure “perché nannuzzo era affezionato alla chiesa tanto che ha fatto l’altare”. Tu, piccolo prete di campagna, con tutto l’animo pastorale cerchi di spiegare, motivare mostrarti possibilista con qualche accorgimento; tutto inutile, hai difronte una persone che sta pensando solo all’erbavoglio e che tu non la vuoi dare.

A questo punto l’argomento è classico: i soldi. In un lampo di genio si ricordano che “nannuzzo” aveva risolto la questione con don Pistillo usando il denaro. Quindi te li agita li, quasi a dire che “visto che pago tu fai come voglio io”. Accostare i soldi ai sacramenti mi fa diventare un biscia, questo è il momento in cui scatenerei volentieri le dieci piaghe d’Egitto in un istante solo. Caspiterina l’ho spiegato, detto, scritto; il sacrificio eucaristico non si paga, vabbé che è l’Agnello di Dio, ma farne carne da macelleria!!!

Alla faccia dura del parroco si risponde di solito con le minacce: e qui si distinguono, quelli che dicono che vanno dal Vescovo da quelli che ti dicono che chiamano un altro prete. “Fate pure. Arrivederci” questa è la mia risposta, educate non ho altre.

Ma poi ci pensi tutta la giornata e se del caso anche la notte, ti domandi come accostarli a Cristo, fargli comprendere il senso di comunità cristiana. Ti domandi come fargli capire che un rifiuto del parroco non è per il sadico gusto di dirgli no, che forse c’è una motivazione più grande…

Grazie

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Apr 3
Per la mia autostima
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 04 3rd, 2008| icon311 Comments »

Rispondete a questa domanda:

Perché il prete buono è quello che ti fa fare quello che vuoi?

Grazie

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Mar 30

Vista la media dei defunti dal mese di novembre (1,5 a settimana)…

Grazie

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Mar 30
Sto leggendo
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 03 30th, 2008| icon3No Comments »

[...] La comunità cristiana è chiamata a vivere una differenza nella qualità delle relazioni, divenendo quella comunità alternativa che, in una società connotata da relazioni fragili, conflittuali e di tipo consumistico, esprima la possibilità di relazioni gratuite, forti e durature, cementate dalla mutua accettazione e dal perdono reciproco. È la “differenza” cristiana, una differenza che chiede oggi alle chiese di saper dare forma visibile al vangelo [...]

La differenza cristiana, Enzo Bianchi, Giulio Einaudi ed, Torino, 2006. p. 47

Grazie

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Mar 25
Pasqua
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 03 25th, 2008| icon34 Comments »

Non ho scritto su questo blog perché la mia vita reale è stata intensa.

So che mi perdonerete.

Vi lascio qualcosa da vedere.

La Lavanda dei piedi il giovedì santo.

Il Battesimo di Francesca il giorno di Pasqua.

Se non fosse stato per l’influenza e qualche notizia che preferivo rinviare di qualche anno, avrei avuto una splendida pasqua.

Vi lascio anche l’augurio pasquale:

"Dio è Padre non perché esaudisce tutti i nostri desideri, ma perché mantiene le sue promesse” (Dietrich Bonhoeffer) questa serena certezza accompagni le nostre speranze, sia forza per le nostre azioni e sollievo delle nostre fatiche. Auguri

Grazie

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Mar 19
Il comune come la parrucchiera
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 03 19th, 2008| icon31 Comment »

(foto credit)

La celebrazione del matrimonio può avvenire in tanti modi in Italia, per chi è cattolico c’è il matrimonio concordatario, praticamente il luogo del matrimonio è una chiesa e il sacerdote assolve anche alle funzioni di ufficiale di stato civile, sarà poi il comune a registrare l’atto originale che viene inviato dal parroco.

Semplice no?

In zone come la mia i matrimoni concordatari sono molto vicini al 100% del totale.

Ci tengo a precisare che la mia parrocchia non chiede un centesimo a chi si sposa, ne per il matrimonio ne per l’istruttoria. Solo in curia è previsto un contributo volontario (non obbligatorio) di € 15.

Problema n°1: i comuni non ci guadagnano niente!!!

So per certo che il comune di Cosenza per il certificato cumulativo (nascita-cittadinanza-residenza), che mi necessita per l’istruttoria, chiede € 15 per certificato, considerandone in realtà tre, moltiplicato per la coppia di sposi fa € 30. Sono dei geni!

Altro caso: comune di Rende, non sembra applicare la stessa storia per i certificati, ma si è inventato qualcosa di più perverso. Buona parte delle promesse matrimoniali avvengono di sabato, perché è invalso l’uso di aggiungere anche questa come una festa che fa corollario al matrimonio.

Problema n°2: il comune è chiuso! Non ci guadagnano niente ad aprirti il comune?

La soluzione è € 180 per l’apertura straordinaria del comune e per l’uso della sala che, dicono, è fantasmagorica! Non so come si comporta il comune se nello stesso giorno ci sono più promesse o un eventuale matrimonio civile; si dividono forse le spese?

Effettivamente tra i tanti predatori (fotografi, sarti, truccatrici, parrucchiere, fiorai e fioristi) mancava proprio il comune…

Grazie

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Mar 13
Grande anonimo
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 03 13th, 2008| icon31 Comment »

La prima volta che ho sentito questa parola mi spiegarono che era per rendere puro un atto di carità.

Nessuno mi parlò di privacy. Non solo non se ne parlava, ma non ce ne era.

Grazie

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Mar 10
Pietro
icon1 don Tommaso | icon2 Esperienze | icon4 03 10th, 2008| icon31 Comment »

Pietro è morto. Mentre si pubblica questo articolo lo accolgo in chiesa.

Qualcuno dirà che si è tolto la vita, ma non so dire quanto Pietro stesso ne sia responsabile.

Molte volte mi aveva detto che non ce la faceva più ed aveva ragione, non ce la puoi fare da solo in questo logorio continuo.

Mi sento responsabile di questa morte: quante volte ho minimizzato e mi sono accontentato di dire “dai forza”.

Sento responsabile la mia comunità incapace di vedere e di agire.

Sento responsabile la politica che è incapace di dare risposte a chi vive a stretto contatto e da solo la disabilità.

Sento responsabile ogni cristiano che cerca nei progetti politici chi gli toglie le tasse e non ha nessun pensiero per lo stato sociale.

 

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Mar 8

Non sai cosa sia FieraInMensa?

Se non sei di Cosenza perdonato!

Intanto gustati il video.

 

Grazie

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Feb 5
Istantanea
icon1 don Tommaso | icon2 Azione Cattolica, Esperienze | icon4 02 5th, 2008| icon35 Comments »

Gli istanti non tornano più. Ce ne sono alcuni che ne fissano bene molti altri, perché sono frutto di condivisione di idee, esperienze, valori, fede. Ce ne sono alcuni che non puoi spiegare perché corri il rischio di sciuparli.

Ci sono istanti che ti fanno crescere anche se sei li per far crescere altri.

Ci sono istanti che ti costano perché le motivazioni che hai sono frutto di crescita e perché alcuni su cui conti non capiscono e allora capisci che è inutile che spieghi, la loro cecità è per far aumentare la tua consapevolezza.

Ci sono istanti che non tramontano mai e il tempo non basta per ringraziare le persone con cui hai condiviso.

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