I primi otto versetti della bibbia:

In principio Dio creò il cielo e la terra.
La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.
Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Dio disse: “Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”.
Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne.
Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Osserva con quale attenzione in questo brano è descritta una luce che non viene dal firmamento, non viene dal sole (ci vuole il versetto 14 per il sole).
La luce qui descritta viene chiamata ad essere dopo che lo spirito di Dio da vita alle acque.
Dopo la vita c’è bisogno di uno sguardo amorevole e provvidenziale che se prenda cura, che non può non essere che lo sguardo di Dio.
Ma inevitabilmente nasce la prima separazione tra ciò che resta alla sua luce e ciò che non vi resta.
Grazie

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in programmazione al Garden

Film di Jason Reitman

Con George Clooney, Vera Farmiga , Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey, Steve Eastin, Chris Lowell, Adam Rose.

[La trama]

Brillante commedia dal sapore amaro, un ottimo spunto di riflessione sul modello di vita affettivo.

Assolutamente da vedere.

Grazie

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Grazie

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La liturgia della II domenica del tempo ordinario, mi impone questa riflessione:

Dio attraverso la nostra storia, donandoci la sua parola, offrendoci un ruolo nella sua Chiesa, dandoci i mezzi per compiere il suo volere, ci rende responsabili della sua manifestazione.

Ci tocca vedere, riconoscere e presentare a Dio le ingiustizie di questo mondo. Maria presenta con fiducia a suo figlio l’ingiusta assenza di vino alla festa del matrimonio, senza nulla chiedere.

È la giustizia che dobbiamo far fiorire, in silenzio come i servi che ricevono il comando dalla Donna: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.

È la fatica di riempire d’acqua le giare (400-700 litri), che permette la manifestazione dell’ora di Dio.

È questa l’ora di Dio. È questa l’ora in cui la smettiamo di dire che è ingiusto. Questa è l’ora della nostra responsabilità. Non è solo l’ingiusto a dover rendere conto a Dio, ma anche chi ha i mezzi, la chiamata per intervenire.

È il testimone cristiano don Giuseppe Diana a richiamarci oggi alle nostre responsabilità rispetto all’ora che viviamo.

Qualche Pecorella smarrita ha provato recentemente a infangarne la memoria dipingendo quasi i suoi assassini come dei cavalieri romantici. Ma questa è un’altra storia.

“PER AMORE DEL MIO POPOLO”
Siamo preoccupati
Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.
Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”.
Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
La Camorra
La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.
I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.
Precise responsabilità politiche
E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.
La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.
Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.
Dio ci chiama ad essere profeti.
- Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
Coscienti che “il nostro aiuto è nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che è la fonte della nostra Speranza.
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Appello
Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”
Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa;
Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26).
Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”.
Forania di Casal di Principe (Parrocchie: San Nicola di Bari, S.S. Salvatore, Spirito Santo – Casal di Principe; Santa Croce e M.S.S. Annunziata – San Cipriano d’Aversa; Santa Croce – Casapesenna; M. S.S. Assunta – Villa Literno; M.S.S. Assunta – Villa di Briano; SANTUARIO DI M.SS. DI BRIANO )

Grazie

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Usati dai produttori agricoli…

Usati dalle ‘ndrine…

La violenza non si giustifica mai, ma il loro grido giunge fino al cospetto di Dio, perché sono uomini e figli suoi, non animali.

Grazie

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“Vi garantisco che attraverso i miei diuturni studi compiuti e le conoscenze dei vari popoli d’Europa e dei loro costumi, ho radicato sempre più la credenza dell’al di là; l’ingegno umano così possente, capace di manifestazioni di bellezza e di verità e di bene, non può essere che divino; e l’anima e il pensiero umano a Dio devono ritornare ” San Giuseppe Moscati

Riflettendo con alcuni amici sulla povertà evangelica, ci siamo imbattuti in questo video.

Aumenta in me la percezione del fatto che la vita è fatta di rinunce, ma hanno senso solo se tutto ritorna a Dio…

Grazie

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L'Aquila

A Sant’Elia di L’Aquila don Mauro ha avuto questa felice idea.

Qualunque sia la nostra condizione in questo momento Lui ha deciso di condividere la nostra sorte…

È questo il mistero del Natale. Questo il mistero della nostra speranza.

Grazie

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Arcobaleno

Se vuoi muoverti davvero ti lasci condurre dai segni della speranza che sono molto più luminosi dei segni opposti…

Grazie

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Comunicare implica la comunione, altrimenti le nostre parole sono vuote e persino la parola amore è tutt’altro. La comunione che cerchiamo è quella di persone che condividono la storia con Gesù Cristo. Se comunico Gesù Cristo è perché la mia gioia sia piena.

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. (1Gv 1,1-10)
Grazie e auguroni.

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Mi sono appena patentato. Obiettivo patente As raggiunto.

È da ottobre che mi vedono circolare con uno strano veicolo a tre ruote, per intenderci questo:

La scelta è caduta su questo veicolo perché le limitazioni per una macchina sono un po troppe, quindi eccessivamente costosa.

La soluzione mi ha aperto uno sguardo nuovo, sono più i pro che i contro:

1. bassi consumi

2. basse tasse

3. bassa assicurazione

4. bassi costi di manutenzione

5. nel traffico cittadino si va senza troppe code inutili

6. parcheggi praticamente ovunque

Ormai guardo la gente nelle macchine come degli animali nello zoo.

Fino ad ora, ho guidato con qualsiasi condizione climatica eccetto la neve, mi ha rallentato solo il tempaccio di una giornata con raffiche di vento pericolose anche per mezzi più “sicuri”.

Ci vuole solo qualche accorgimento nel vestirsi, attrezzare la moto per basse temperature e per la pioggia, quindi copertina impermeabile, manopole riscaldate per quando si scende sotto gli 8°.

C’è da sopportare le occhiatacce dei benpensanti che non vorrebbero vedere un prete su una moto (“sembra un delinquente”!), ma tanto comunque avrebbero di che parlare, meglio fornire loro gli argomenti.

Per il resto è libertà di movimento, che ultimamente avevo perso.

Grazie

p.s.: Al prossimo moto raduno benedico solo chi è due ruote avanti…

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