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Che bello il calcio

Chi mi conosce sa che sono disponibile 24h/24h 366 giorni l’anno. Queste partite sono proprio un tocca sana:

- nessuno muore quando gioca l’Italia.

- nessuno ha fretta di far documenti quando gioca l’Italia.

- nessuno ha che dire col parroco quando gioca l’Italia.

- nussuno ha bisogno quando gioca l’Italia.

allora il curato di campagna passerà le 2 ore in cui 25 persone andranno appresso ad un pallone, mentre 57.000.000 di italiani non avranno alcun bisogno, a leggersi una pagina di libro o qualche rivista, si prenderà cura del suo povero blog.

Grazie Italia.

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Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me

All’inizio della celebrazione della messa di ieri qualche adulto aveva preoccupazioni urgenti da discutere anche mentre si proclamava la parola di Dio; nessuno a girarsi o ad indignarsi, io ormai in questi casi non so più come comportarmi e siccome ero particolarmente paziente mi sono stato zitto.

Leggo il Vangelo del giorno e Gesù chiede l’accoglienza dei bambini nel suo nome. Appena finisco di leggere un bambino comincia i suoi naturali schiamazzi; tutti sanno che i bambini non disturbano il parroco, anzi sono particolarmente bene accolti; ma le occhiatacce dei ben oranti hanno fatto fuggire la mamma e il piccolo.

Quale fede viviamo? Che rapporto vive col testo del vangelo?

Attaccherò un cartello in Chiesa che reciterà più o meno così: “È preferito il vagito dei bambini al chiacchierio degli adulti”

Grazie

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Uno striscione fa ombra sul cosenza

Domenica scorsa il Cosenza veniva promosso in non mi ricordo più che serie (tranquilli non sono contro il cosenza, ma non considero il calcio uno sport).

Per l’occasione so che c’erano allo stadio molte autorità che forse non si sono chiesti cosa fossero quei cinque punti che dubito siano di sospensione.

Qualcuno dice che un certo “Franchino” è uscito dal coma, auguri! Peccato non conoscerlo.

Strana la concomitanza di un “Franchino” che ha il cognome di 5 lettere sia appena uscito dal 41 bis.

Qui a Cosenza gli eroi dello stato sono pochi, qui li abbiamo uccisi prima ancora di averlo uno stato (vedi i fratelli Bandiera)

Io vi dico che nessuno potrà dire più a Cosmai “Bentornato” e questa storia a Cosenza se la sono dimenticati tutti.

Forse mi sbaglio e faccio congiunture, altrimenti per me siete solo dei vigliacchi.

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Sentinella, quanto resta della notte?

Articolo per la “Chiesa e la Via”, giornalino della mia Parrocchia.

«Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?».

La sentinella risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, ritornate, venite!». (Isaia 21, 11-12)

In “De bello Gallico” Gaio Giulio Cesare ci riferisce chi fossero i desiderantes: soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo desiderare: stare sotto le stelle ed attendere.

Il desiderio di chi interroga la sentinella è di poter vedere la luce del giorno, dopo aver attraversato un’interminabile notte e il giorno appare il compimento di un’attesa fiduciosa.

Il tempo presente sembra averci consegnato ad una notte senza sera, le prospettive di chi si affaccia per scorgere il futuro prossimo non sono certo rosee. Lo scontro tra culture non da segni di cedimento. Il sistema economico mondiale invece di salutare benevolmente lo sviluppo di Cina e India, deve fare i conti con un consumo eccessivo di risorse. Non possiamo non accorgercene, basta fare il pieno di carburante o la spesa del pane.

Il crollo delle ideologie che si proponevano come risposte concrete alle esigenze della società, non cede il passo a nuove idee; anche la politica si consegna, interpretando il sentimento popolare, all’individualismo; stiamo assistendo ad un individualismo che si fa sistema della collettività nel territorio; capite bene che questa non è una risposta adeguata all’emergenza, semmai potrà essere vittoria della parte di popolazione più forte.

La sentinella nell’assicurarci l’alba ci ricorda che presto verrà di nuovo il tramonto, non risponde solo alla domanda, ci prospetta una verità conosciuta, ma spesso poco considerata, il giorno e la notte si alternano, quindi se la nostra domanda nasconde in se il desiderio profondo di sicurezza e di certezze per il futuro, abbiamo anche la risposta: aver voglia di domandare e decidersi a ritornare.

Aver voglia di domandare stavolta non ciò che appaga i nostri desideri superficiali, ma ricercare una risposta alla domanda di senso della storia e della vita.

Ritornare a far sistema nella solidarietà, perché mi interessa il bene dell’altro; ritornare ad aver fiducia nell’altro, perché non sarà un guadagno per noi il suo detrimento. Don Giuseppe Dossetti, con il dono della profezia che lo caratterizzava, disse: “Noi stiamo entrando in un’età caratterizzata dal primato del contratto e dall’eclissi del patto di fedeltà” (18 maggio 1994).

Il saper domandare e il ritornare sono oggi esigenze della storia, senza le quali nessun sistema economico, nazione, ideologia o partito, ci porteranno ad affrontare la notte e saper aspettare il giorno.

Grazie

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Un avviso e un commento video

Avviso: non mi toccate la Costituzione

Il commento video:

Grazie

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