Il mio impegno nelle attività del grest è motivato dal poter vedere giorno per giorno bambini, adolescenti, giovani e adulti crescere nella cura dell’altro e nel senso di responsabilità.
Anche il blog (e molte altre cose importanti) vanno in fondo alle priorità.
Ci sono stati momenti che ho visto il santo padre Abramo cenare con noi…
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia
nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.” (Robert Kennedy, 18/03/1968)
Non sono un esperto di economia e forse anche per questo il discorso mi affascina, ma mi rendo conto conto che è l’idea di economia che deve cambiare…
Avevo avuto modo di apprezzare il cardinale nella sua lettera (su audio-cd) ai bambini sull’Eucarestia, al di la dell’aria paciona e benevola, il contenuto è presentato con grande capacità comunicativa.
La cosa che mi piace è che il mezzo ha cambiato tipo di comunicazione, non fa solo predicozzi (come potete vedere nel video), ma risponde alle domande inviate al suo indirizzo mail.
Il video fa schifo, ma la canzone è stupenda e la dedico a tutti gli uomini di buona volontà! Non so come faremo a far rimare speranza e pace, ma con l’aiuto di Dio ci riusciremo.
Jesus, Jesus help me
I’m alone in this world
and a fucked up world it is too
tell me, tell me the story
the one about eternity
and the way it’s all gonna be
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
Jesus, I’m waiting here boss
I know you’re looking out for us
but maybe your hands aren’t free
your Father, He made the world in seven
He’s in charge of Heaven
will you put in a word for me
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
listen to your words they’ll tell you what to do
listen over the rhythm that’s confusing you
listen to the reed in the saxophone
listen over the hum in the radio
listen over sounds of blades in rotation
listen through the traffic and circulation listen as hope and peace try to rhyme
listen over marching bands playing out their time
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
Jesus, were you just around the corner?
did You think to try and warn her?
or are you working on something new?
if there’s an order in all of this disorder
is it like a tape recorder?
can we rewind it just once more?
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN
WAKE UP WAKE UP DEAD MAN