Archivio tag: parrocchiani

Sudo Parrocchiani

Questo post lo capiranno in pochissimi, ma quelli che lo capiranno rotoleranno sul pavimento dalle risate (ROTLF).

Se installassi una distro di linux sui parrocchiani, quando mi serviranno soldi potrei aprire il terminale di rete e dare questi comandi:

parrocchiani@parrocchiani-rete:~$ sudo -s

[sudo] password for parrocchiani: amen

root@parrocchiani-rete:~# apt-get install €

Lettura della lista dei pacchetti in corso… Fatto
Generazione dell’albero delle dipendenze in corso
Lettura delle informazioni di stato… Fatto
I seguenti pacchetti NUOVI (NEW) saranno installati:
€ CAD
0 aggiornati, 2 installati, 0 da rimuovere e 0 non aggiornati.
È necessario prendere 190k€ di archivi.
Dopo questa operazione verranno occupati 631k€ di spazio sul conto.
Continuare [S/n]? s
Get:1 http://it.archive.conto.parrocchiani.com hardy/main € [156k€]
Get:2 http://it.archive.conto.parrocchianiincanada.com hardy/universe CAD [34,2kCAD]
Scaricato 190kB€ in 1s (190k€/s)
Selezionato il pacchetto €, che non lo era.
(Lettura del database … 145792 file e directory attualmente installati.)
Spacchetto € (da …/contoeuro.deb) …
Selezionato il pacchetto CAD, che non lo era.
Spacchetto CAD (da …/contodollaricanadesi.deb) …
Configuro € (1.5+E-15) …

Configuro CAD (0.8.1-13) …

Processing triggers for contoparrocchia …
ldconfig deferred processing now taking place
root@parrocchiani-rete:~#

L’idea non è solo mia, ma anche del mio ingegnere informatico preferito (FC).

Grazie

Update: Qualcuno mi fa uno script che genera un bel loop?

Parrocchiani di confine

Sono la specie di cui il curato di campagna deve aver maggior cura e delicatezza, sono distanti non fisicamente (a volte si), ma sono al confine con un’adesione fatta di piccoli gesti; ricordano che il loro nonno li portava a benedire la palma la domenica prima di pasqua, loro ripetono questo gesto, per non perderne l’aria di festa che ne comportava.

Bisogna sfruttare con loro ogni occasione di annuncio come se fosse il primo, senza poter sperare che venga accolto col giusto stupore; perché loro sono “più cattolici del Papa” che non hanno “mai ammazzato nessuno”.

Entrando in casa di uno di questi per la annuale benedizione delle famiglie, visto che non sono abituati alla preghiera comune, il curato potrà sentirsi rispondere al saluto pasquale “Pace a questa casa e a quanti vi abitano”: “Quattro persone, ora due non ci sono che sono usciti a far la spesa”! Il curato non dovrà ridere, ne tentare una catechesi sul saluto pasquale, è inutile.

Si potrà ben sperare in un’accoglienza personale, potrà essergli simpatico il parroco, il risultato sarà che verranno con palme più vistose la domenica di passione.

Grazie

Parrocchiani opinionisti

Li riconosci dall’aria saccente che hanno in tutte le occasioni comunitarie. Di solito sono presenzialisti. Esperti di tutto, il loro è uno stile di vita: ne sanno più del medico, del farmacista, del sindaco, del Papa, del Vescovo, e normalmente più del parroco.

Credo che ricerchino dal vocabolario le parole più inusuali, l’importante che è la gente li guardi con aria interrogatoria quando parlano; non importa se chi li ascolta segretamente si domanda “ma che ci azzecca?”!

Non hanno mai messo un chiodo, ma potrebbero scrivere un bel volume su “Dei secento modi per mettere chiodi”.

Il parroco di campagna se non vuole litigare con loro deve essenzialmente fare poche cose:

- quando parlano di cose fatte da altri e loro stanno pontificando su come bisognava procedere, non deve cedere alla provocazione; basta dirgli platealmente “hai ragione”, gli hai dato quello che volevano e torneranno a casa felici.

- quando hanno proposte, anche le più strampalate, insulse, inutili, sballate, non importa bisogna solo rispondere “Fai tu. Organizza”; stai pur certo che non faranno nulla di quanto hanno proposto.

Seguendo queste brevi istruzioni il curato di campagna si eviterà che da parte di questi parrocchiani partano polemiche, è vero che le nostre azioni non si basano sul consenso, ma meglio senza.

Grazie

Parrocchiani distratti

Dalla serie dei parrocchiani:

Sono quelli che puntualmente non sono stati informati degli appuntamenti e delle iniziative, quando vengono in ritardo, non entrano dimessi, ma con sguardo accusatorio quasi a dire:”chi ha ordinato di anticipare la riunione? Perché non sono stato consultato per una decisione così grave?”

Affrontare questi non è poi così impossibile, basta fargli notare che:

- l’avviso c’è stato a messa

- abbiamo un giornalino parrocchiale

- abbiamo un sito web

perché siano più civili bastasse che prendessero più parte alla vita comunitaria, poi in fondo non sono così male.

Grazie

Parrocchiani Bigotti

Mi decido a pubblicare una categorizzazione dei fedeli che mi si sono avvicinati nei cinque anni di esperienza pastorale, con tutti i limiti che categorizzare comporta; lo scopo è divertirsi, in realtà sono delle caricature. Magari potete domandarvi a quale tipo di parrocchiano appartenete.

I parrocchiani bigotti, li distingui dal tono di voce o dall’atteggiamento che hanno a messa: di solito la voce è da racconta storie, dolcissima quasi fioca, partecipano a messa chiudendo gli occhi nei momenti più significativi.

Concentrano tutta la loro fede nell’atto di culto, praticamente se il buon prete di campagna non vuole scontrarsi con loro basta che non gli tocca la novena a San Pasquale, niente, nemmeno di un millimetro; guai a rivedere preghiere con linguaggi desueti, come ad es.:

Pertanto, giacché foste sì pura, sì bella, sì immacolata, muovetevi a compassione di noi sì immondi, sì deformi, sì peccatori, e, come Iddio a Voi porse la destra, acciocché non cadeste nella colpa originale, così Voi a noi porgete la mano acciocché non cadiamo nelle colpe attuali

eppure un adattamento linguistico e un attualizzazione formale per il curato di campagna sono necessari. “Lui stia zitto, è da prima che nascesse che questa preghiera si recita e mo arriva lui e vuole fare il rivoluzionario”.

Di norma se il curato di campagna non li tocca sul vivo, loro lo difendono a spada tratta, qualsiasi cretinata combini, per salire di gradimento basterà acquistare una nuova statua di qualche santo che in chiesa non ci sta e approntare l’annuale novena; questi sarà il miglior parroco dell’universo.

Fondamentalmente non hanno mai pensato a concretizzare la propria fede con veri e propri atti di carità, è sufficiente l’obolo dell’offertorio, calza per loro la definizione di: “santi di chiesa, diavoli di casa”.

Grazie

Parrocchiani dell’erbavoglio

So benissimo che chi non ha a che fare con la gente non mi capisce.

La vera fatica pastorale che sopporto quotidianamente è affrontare senza incidenti il parrocchiano dell’erbavoglio. Ormai li distinguo a distanza, perché sono agitati per l’incontro di boxe a cui loro si sono preparati da tempo prevedendo tutte le risposte, con una strategia da far invidiare Napoletone a Waterloo. La richiesta è sempre assurda o quanto meno bislacca, ma loro lo sanno bene, per questo sono li, è proprio per rovinarti la giornata. Di solito si fanno vivi la mattina, anche presto perché hanno fatto le prove tutta la notte davanti lo specchio.

Poniamo il caso del periodo: sto benedicendo le famiglie e quindi ho spostato la celebrazione al mattino, proprio per sfruttare al massimo le ore pomeridiane perché incontri più facilmente le persone a casa. Tutti i giorni c’è qualcuno che vuole un’intenzione di culto per il caro estinto in una messa tutta per loro, all’orario che vogliono loro; fondamentalmente al parrocchiano dell’erbavoglio della messa importa poco, vogliono solo che in un atto sacro il sacerdote dica il nome del de cuius, non importa se a dirlo è un sacerdote indù, un monaco buddista o il parroco di fede cattolica, vogliono la scena nella chiesa che hanno davanti la porta di casa, che disertano da quando hanno celebrato il matrimonio; la dimostrazione ce l’hai quando celebri, sono distratti, non sanno rispondere e non fanno evidentemente la comunione.

Di fronte al rifiuto di accontentarli in tutto il primo argomento è quello affettivo, del tipo “perché nannuzzo (il nonno, ndb) ha fatto la festa di San Pasquale” oppure “perché nannuzzo era affezionato alla chiesa tanto che ha fatto l’altare”. Tu, piccolo prete di campagna, con tutto l’animo pastorale cerchi di spiegare, motivare mostrarti possibilista con qualche accorgimento; tutto inutile, hai difronte una persone che sta pensando solo all’erbavoglio e che tu non la vuoi dare.

A questo punto l’argomento è classico: i soldi. In un lampo di genio si ricordano che “nannuzzo” aveva risolto la questione con don Pistillo usando il denaro. Quindi te li agita li, quasi a dire che “visto che pago tu fai come voglio io”. Accostare i soldi ai sacramenti mi fa diventare un biscia, questo è il momento in cui scatenerei volentieri le dieci piaghe d’Egitto in un istante solo. Caspiterina l’ho spiegato, detto, scritto; il sacrificio eucaristico non si paga, vabbé che è l’Agnello di Dio, ma farne carne da macelleria!!!

Alla faccia dura del parroco si risponde di solito con le minacce: e qui si distinguono, quelli che dicono che vanno dal Vescovo da quelli che ti dicono che chiamano un altro prete. “Fate pure. Arrivederci” questa è la mia risposta, educate non ho altre.

Ma poi ci pensi tutta la giornata e se del caso anche la notte, ti domandi come accostarli a Cristo, fargli comprendere il senso di comunità cristiana. Ti domandi come fargli capire che un rifiuto del parroco non è per il sadico gusto di dirgli no, che forse c’è una motivazione più grande…

Grazie